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Tommaso Sorchiotti, ormai 30 anni, si occupa di consulenza, strategia e formazione su comunicazione online e media sociali. Profeta del microblogging in Italia e a detta di molti *primo tumblero italiano*, cerca di diffondere la cultura come autore di libri, trainer e come blogger. E' connesso ad Internet per soli tre quarti della sua giornata. Cosa faccia nel resto del tempo non si sa. Adora gran parte degli sport, le serie tv americane e il cibo piccante.

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Non è il real-time web che stiamo cercando

April 27, 2010 1:30 pm

Riprendo l’ottimo articolo di Thomas Petersen per riproporre alcuni degli spunti che l’autore ha lanciato come critica dello scenario informativo online attuale e in particolare del Real-Time Web, concetto che solo RWW sta spingendo con forza (per lo meno da un punto di vista commerciale).

Nonostante mi sembra che alla fine l’articolo si perda un po’, ho trovato stimolanti molti dei punti di partenza del ragionamento; me li appunto anche nella speranza di aver modo di riprenderli e ragionarci meglio in futuro.

Real Time

  • Le informazioni si stanno accumulando online in maniera vorticosa. I nuovi strumenti, il fenomeno degli UGC e l’allargamento della partecipazione fanno crescere il quantitativo di dati disponibili. Secondo alcuni esperti queste informazioni raddoppiano ogni 2 anni. L’illusione di restare aggiornati su tutto ciò che succede e che ci interessa diventa a tutti gli effetti un’utopia (lo era già dall’invenzione della stampa!)
  • Non ci sono strumenti efficaci per gestire la complessità delle info a cui vorremmo avere accesso, occorre procedere personalmente e con fatica. In certe fasi è facile sviluppare una sorta di ossessione da feed-
  • L’accumulo di info non è la sola cosa che aumenta esponenzialmente. Anche le interazioni si muovono ad una velocità accelerata e le conseguenze delle nostre azioni online hanno effetti anche nello spazio fisico (e viceversa); ciò porta anche cambiamenti sociali, nuovi modi di fare business e modi di intendere e riformare alcune componenti di numerosi settori.
  • Le info una volta potevano richiedere ore (se non giorni) per raggiungere il grande pubblico, ora possono impiegare pochi secondi per fare il giro del mondo. Compaiono nuovi modo per agire globalmente e all’istante.
  • Rumore di fondo e ridondanza macchiano il segnale; sono richieste nuove capacità per valutare i dati e scremare le info rilevanti.

A questi elementi aggiungerei i dati di crescita di Twitter: 50 milioni di tweets al giorno e 600 tweets al secondo sono dati su cui riflettere non poco. Interessante a tal proposito il Tweet-o-Meter con le rilevazioni dei tps (tweet per second) nelle differenti città.

Articolo originale disponibile su Microblogging.it